sabato 30 maggio 2009

LA "FESTA" DELLA REPUBBLICA...

10 commenti:

Lino Giusti ha detto...

Ottima, Arnaldo!
Se è infetta, dobbiamo chiederlo al suo bacillo d'utenza. Certo che, se ha sto consenso, devono necessariamente esserci coloro i quali con lui si sentono a proprio contagio!

ChaoLin

Arnaldo Amabile ha detto...

"Bacillo d'utenza"...
"A proprio contagio"...

Ma questo Panormita ha davvero geni giusti per rendere sempre più contagiosa la sua forte influenza satirica...

Lino Giusti ha detto...

@ Arnaldo "Panzer you" ...... minchia, non me lo ricordo più; ah, ci sono: "Tank you" (scusa, da tempo non leggo fumetti di guerra).
Solo per una precisa (a)zione: sono di Calat Nissa (Caltanisete; d'estate erogano l'acqua ogni 3 giorni). Palermitano è il mio grande amico Vadelfio, senza nulla togliere (per questo ci pensa il fisco).

Ite nissa est

ps ... in ogni caso, col calembour neanche tu ci coglioneggi.

Angelo Tataranno ha detto...

bellissimo il vostro duetto. Come spesso accade, dietro le quinte si ride anche più che sulla scena. La foto, lo confesso, mi ha ingannato, il mano sembra ammanettato. Bello il calambour. bravo

Angelo Tataranno ha detto...

pardon, ho scritto "il mano", correggo: "il nano"

Lino Giusti ha detto...

@ Vox ... ambitre ti ringraziamo. E' scontato (del 20%) che tu, tra cononpochi (cotanti) disegnatori, abbia commesso un lapis freudiano. Neanche chi si allena dalla matita alla sera, essendo una "mina" vacante, poteva non rivelarci questo tuo messaggio sublinguale!
Tu, senza volerlo ci hai spiegato la sua provenienza.
Mi spigo meglio: chi, ogni anno, durante i rigori dell'inverno, ci tiene stretti gli zebedei? Risposta: chi ha la manopola del gas. Chi è amico di Putin? Lo sappiamo, decifrando, appunto il tuo Refuso (anche Premier, alle volte):

"il metano ti dà il nano".

ChaoLin

Arnaldo Amabile ha detto...

Caro Lino, apprendo con piacere donde derivi cotanto nissenno.

Nato per caso in Sicilia (un onore per me, anche se vi ho vissuto per poco), ricordo che mio padre, dopo avermi promesso tante volte di portarmi… a Camastra, all’età di quattro o cinque anni mi fece visitare la tua città, il cui nome (non facile da pronunciare per un bimbo), deformai in Cattalanissetta.

Quell’errore involontario del nome “storpiato” segnò, forse, l’origine dell’attitudine a giocare con le parole.

Che purtroppo o per fortuna continua…

Lino Giusti ha detto...

@ Arnaldo ... è un vero piacere giocare con uno come te che riesce magnificam a rintuzzare tutti i miei colpi d'ariete.
Ti racconto invece, com'è iniziata la mia malattia:
Mio padre ..., prima devo dirti che mestiere faceva. Abitavamo in campagna.
Un giorno, indicandomi un tizio, disse "guarda Zoff! Ed è 1". Un altro giorno, indicandomi un caio "guarda Risi. E sono 2".
Un altro giorno, indicandomi un sempronio "guarda Buzzati! E sono 3".
Praticamente, mio padre era conta Dino!!!!!

Caro Arnaldo, dati i tempi, eravamo nell'immediato dopo-guerra, mio padre all'ennesima richiesta di un giocattolo, mi disse una frase che mi ha segnato la strada per tutta la vita:
"caroLino, non potendoti comprare un giocattolo, viste le tue capacità, ti dò un consiglio: gioca con ........ le parole!".

ChaoLin

ps ... un giorno vi spiegherò veramente il motivo di questa mia passione. Vi anticipo solo che è più tragica della minchioneria testè raccontata....

Arnaldo Amabile ha detto...

CaroLin,

le parole nostre e dei satirici in genere possono essere ricercate, fin troppo elaborate, ma sono sempre lo specchio di messaggi su realtà e verità inconfutabili.

Seppure nascono dal e per il sorriso, sono comunque parole d'onore, mentre, per esempio, il pur onorevole cavaliere chi lo prende in parola?...

Lino Giusti ha detto...

Parola d'onore? ah,ah, ah, ah.....
tu no Alpitour?
Il Cavaliere una volta, data la parola, non l'ha più avuta ritornata indietro e, di conseguenza non la può più dare...

ChaoLin