mercoledì 27 giugno 2012

QUI CAVA DE' TIRRENI, MOSTRA SCOLPIRE L'EROTISMO DI RAFFAELE FALCONE





La mostra è originale perché davvero singolare e assolutamente unica, anzitutto per il motivo che è la versione al genere maschile di quella che Gustave Courbet dipinse e definì come “LOrigine du monde”.

Ha scritto Alfonso Amendola (direttore artistico del Marte) nella presentazione al catalogo: ”L’esigenza di Falcone è quella di esprimere, in queste opere, la pluralità delle voci dell’erotismo (opere che immagino non pochi choc creeranno negli sguardi casalinghi più “sobri e pudichi” e nel senso del giudizio di tutti gli atleti della “moral corrente”). Raffaele Falcone porta avanti un linguaggio che è anche rappresentazione dell’ironia, delle “plasticità” stridenti, ma anche di apologhi fiabeschi, del trasferimento, dell’audacia. In questa raccolta di ceramiche (tra maioliche, terrecotte e trionfi fallici, l’autore ha saputo ritagliare un piano di narrazioni pieno (…) anche di apologhi fiabeschi, gestualità materiche, ironie maestre, tensioni della costruzione, sostanze fantasiose, divenire della natura, inevitabili modernità miste ad antico e il tutto sempre riccamente mescolato da apoteosi di una dirompente sessualità”.

Giada Caliendo ha scritto: “Le opere di Falcone, nella preponderante forza della forma, hanno un’ascendenza, un’imponenza che allude alle popolazioni antiche, ai loro riti propiziatori con la rappresentazione del fallo quale essenza di prosperità e di fortuna. Altro elemento della sua copiosa produzione è il corno, funzionale allo scongiuro, elemento dagli influssi benefici, portafortuna che oltre ad essere un amuleto è una fiamma, una lingua di fuoco che si erge verso l’alto, in un’ascensione catartica e rappresentativa”.

Il poeta Rino Mele racconta la favola di Raffaele Falcone “Custode del fuoco”. “Ha una fornace a legna lungo la collina che lega Montecorvino a Giffoni Valle Piana (…) La fornace è ampia, forte, trattiene il ruggito del fuoco, a Falcone piace seguire la metamorfosi della terra, dell’argilla, quel suo diventare splendente (…) Già lavorare il fuoco, e domarlo nella camera della fornace, è un’azione artistica, ma a Raffaele non basta, così lavora un’arte tutta sua, ha un tema caro che è quello del cippo delle antiche strade, l’albero, la colonna, il monumentale fallo sacro (…) cippi indicatori di una vita che verrà dal suo passato, il nostro domani dimenticato, a mostrare e contraddire il desiderio”.

Artista, artigiano e manager, Raffaele Falcone guida con il figlio Valerio una delle fornaci più conosciute in Italia con produzione di manufatti in terracotta per molteplici impieghi di restauro e recupero della tradizione. Tutta la lavorazione avviene esclusivamente a mano. Nella Fornace Falcone si producono piastrelle cotte in un forno a legna. La fornace di Montecorvino Rovella ha realizzato opere di numerosi artisti italiani ed è diventata nel tempo anche luogo di incontro di intellettuali. Sono passati , tra gli altri, Gillo Dorfles, Pietro Lista, Mario Carotenuto, Rino Mele, Italo Scanga, Luigi Ontani, Alfonso Mangone e Achille Perilli.

La mostra di Raffaele Falcone, “Scolpire l’Erotismo”, al MARTE, Mediateca Arte Eventi, di Cava de’ Tirreni, Corso Umberto I, 137, si protrarrà fino al 13 luglio, con orari dalle 17,00 alle 21,00 dal martedì al sabato.

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