lunedì 23 luglio 2012

QUI SALERNO / PAOLO CARBONE, DIFENSORE FORTE IN CONTROPIEDE...


PENE SENSIBILMENTE RIDOTTE AD ARCIVESCOVO E CERIMONIERE
Nel processo che scotta il penalista salernitano ha ridimensionato le opinioni dell’accusa per cui l’arcivescovo emerito può avere maggiormente fede in Carbone in vista delle fasi processuali del secondo grado.
La prima sezione del Tribunale di Salerno (presidente Maria Teresa Belmonte, a latere Fabrizio Zunica e Marilena Albarano), diversamente dalle richieste del p.m. Roberto Penna: 2 anni per l’arcivescovo Gerardo Pierro, 5 anni e sei mesi senza sospensione della pena per il cerimoniere don Comincio Lanzara, ha condannato, solo per il reato di truffa ai danni della Regione Campania, a 10 mesi l’arcivescovo, a un anno Lanzara e Giovanni Sullutrone (direttore dei lavori e presidente della onlus "Villaggio S.Giuseppe").
L’accusa della procura – ora solo in parte confermata – era di aver messo in piedi un raggiro ai danni dello Stato che avrebbe fatto introitare alla Curia salernitana finanziamenti pubblici per due milioni di euro, trasformando l’ex colonia marina S.Giuseppe da struttura sociale in un albergo di lusso.
L’arcivescovo e il cerimoniere dovranno restituire alla Regione parte dei finanziamenti ricevuti (per gli altri è già scattata la prescrizione) per l’importo di un milione di euro.
E’ peraltro autorizzata la restituzione del complesso di via Allende (era il 15 luglio 2008 quando i finanzieri apposero i sigilli), alla Diocesi di Salerno.
Il dissequestro dell’ex Colonia avverrà «previa regolarizzazione amministrativa» nei termini che saranno chiariti nella motivazione disponibile fra due mesi.
Naturalmente soddisfatto l’avvocato Paolo Carbone, legale dell’arcivescovo Pierro e di don Comincio. “La cosa più importante - ha dichiarato- è che l’intera città di Salerno potrà finalmente riavere un patrimonio importante».

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